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La nascita del carattere tipografico

I caratteri tipografici sono una risorsa essenziale per i graphic designer, come lo sono il vetro, la pietra, l’acciaio essenziali per l’architetto.

Guttemberg nel 1456, con l’invenzione dei caratteri mobili, ha rivoluzionato la scrittura in Occidente. In precedenza i copisti realizzavano a mano libri e documenti, mentre la stampa tipografica apri la strada alla produzione industriale. La rivoluzione non è solamente tecnologica, ma soprattutto culturale: infatti la stampa tipografica ha reso “accessibile” al grande pubblico la cultura antica, ha creato l’esigenza di imparare a leggere e scrive e emancipato un grande strato di popolazione che fino a quel tempo era rimasta esclusa dalla gestione del potere proprio a causa dell’impossibilità di leggere e scrivere editti e leggi. Basti pensare che Carlo Magno, l’imperatore del Sacro Romano Impero sapeva a mala pena fare la propria firma e aveva bisogno che qualcuno gli leggesse gli editti che stava per promulgare.

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La Bibbia di Guttemberg

Una volta invetata la stampa tipografica, Guttengerg si trovo per la prima volta ad affrontare un problema che fino ad allora non esisteva: “come riproduco il carattere? a cosa mi ispiro per ricreare le lettere?” Così i primi caratteri tipografici furono modellati direttamente sulle forme della scrittura manuale. La prima stampa tipografica al mondo, la Bibbia di Gutenberg prende a modello un originale manoscritto per emulare lo stile calligrafico denso e marcato noto come gotico. Per fare ciò il carattere riflette la struttura incostante con variazioni nelle singole lettere e con un gran numero di legature (e legature sono il caratteristico sistema della scrittura manuale di unire più lettere assieme come ad esempio le due “t”). naque così il carattere gotico che ha la caratteristica dei manoscritti teutonici dell’epoca.

L’importanza di questa scelta ha comportato lo sviluppo, durato secoli, del carattere che è passato da una mera simulazione della calligrafia umana del quindicesimo secolo al carattere astratto degli inizi del ventesimo.